domenica 20 ottobre 2013

Legge di stabilità: meno ai cittadini ... per dare alle banche e alle assicurazioni. Vediamo tutte le novità.

L’ultima legge di stabilità approvata, l’altro ieri notte, dal governo Letta segue la tradizione dei suoi predecessori e lo fa anche in modo egregio.

Differenti  misure che andranno a pregiudicare le famiglie – in alcuni casi in misura estremamente gravosa – e, a fronte di ciò, compare un enorme vantaggio per istituti di credito e assicurazioni.  Vediamo i dettagli: 

Meno ai cittadini

Prevista una netta riduzione delle detrazioni Irpef che oggi i contribuenti utilizzano al 19 %. Tra queste rientrano voci più che note e ampiamente utilizzate come le spese mediche, quelle per scuola e università, quelle per i portatori di handicap, gli interessi per i mutui prima casa, quelli per il recupero edilizio o per la costruzione dell’abitazione principale, le polizze vita o le spese per l’istruzione. Per garantire un ulteriore beneficio all’erario, ai danni dei cittadini, questa misura avrà effetto retroattivo (la legge di stabilità entra in vigore nel 2014 e l’impatto del taglio agli sconti al contrario varrà per l’anno d’imposta 2013 in virtù dell’ennesima deroga allo Statuto del contribuente).

 

Pagheremo di più sui conti correnti: per tutti gli estratti conto, infatti, il bollo sale al 2 per mille. Il Governo, come abbiamo già visto ieri, ha applicato un aumento della tassazione su tutti i correntisti, piccoli o grandi. Sale infatti l’imposta di bollo (dall’1,5 al 2 per mille) sulle comunicazioni periodiche fatte dall’Istituto di credito alla clientela: si tratta degli estratti conto inviati periodicamente ai risparmiatori. Sono compresi anche i depositi bancari e postali (i cosiddetti conti deposito).

Non si tratta di un enorme prelievo, ma nessuno vi si potrà sottrarre, grandi o piccoli risparmiatori che siano.

 

Non solo. Forse il taglio maggiore andrà a colpire una gran fetta dei beneficiari dell’indennità di accompagnamento, ossia tutti coloro che sono portatori di una malattia invalidante. Per essi, infatti, non verrà più erogato – e se già accordato, verrà tolto – il cosiddetto assegno di accompagnamento qualora l’ultra 65enne superi la soglia di reddito di 60 mila euro (se single) o di 80 mila euro (se coniugato).  

Tra le tasse occulte arrivano anche i 16 euro di imposta forfettaria dovuti per le istanze che si chiedono o si trasmettono alle amministrazioni pubbliche come Asl e Comuni. 

In ultimo, per il pubblico impiego arriva un nuovo blocco al rinnovo dei contratti collettivi fino a tutto il 2014, con in più la novità che l’indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2013-2014 andrà perduta.

Viene poi vincolato il pagamento degli straordinari al solo personale presente in amministrazione. 

… per dare alle banche e alle assicurazioni

Torna per le banche, assicurazioni e altri intermediari finanziari la deducibilità in cinque anni di svalutazioni e perdite su crediti verso la clientela, ossia tutte le volte che un correntista o un mutuatario non paghi all’istituto di credito le somme che gli deve.

La legge di stabilità cancella l’attuale meccanismo che spalmava l’operazione in 18 anni per le quote iscritte in bilancio, almeno per la parte eccedente lo 0,30% (deducibile invece in ciascun esercizio). Una norma che era stata introdotta nel 2008 con il “decreto sviluppo” del Governo Berlusconi.

Ora invece queste poste diventano deducibili in quote costanti dall’esercizio in corso in cui sono iscritti in bilancio e nei quattro successivi.

Il tutto, evidentemente, con maggiori vantaggi per banche e assicurazioni: questi ultimi soggetti, infatti, a fronte di un credito non esigibile, subiscono immediatamente la perdita in bilancio. Le perdite sui crediti realizzate mediante cessione a titolo oneroso sono invece integralmente deducibili nell’anno di contabilizzazione.

Claudio De Lucia